Il peso del pregiudizio in una persona con obesità

La combinazione tra obesità e le complicanze mediche a essa associate fanno di questa condizione uno dei maggiori problemi di salute pubblica. Negli ultimi anni è aumentata l'attenzione all'obesità come problema medico e pubblico, ma meno attenzione è stata data alle conseguenze sociali dell'essere obeso. Le persone obese incontrano molteplici forme di discriminazione nella nostra società che si manifestano attraverso un'inclinazione che porta alla formazione di un pregiudizio in molti ambiti come il lavoro, la sanità, l’istruzione e le relazioni interpersonali. Tutto questo può portare naturalmente a conseguenze importanti di tipo sociale, psicologico e fisico.

sabato, 1 Dicembre 2018

Oggi vorrei scrivere e condividere con voi due righe su un argomento a me caro, che ho anche approfondito durante i miei studi con una  tesi di laurea: lo stigma nei confronti delle persone obese.  Atteggiamenti negativi verso l’obesità e persone obese purtroppo sono molto frequenti  e socialmente accettati nella nostra società e le conseguenze sociali causate da questa discriminazione sono gravi. Ecco alcuni esempi:

  • presenza di una barriera culturale nel riconoscimento dell’obesità come condizione medica e quindi ineguaglianza nell’ accesso alle cure e ai servizi sanitari;
  •  negazione dell’accesso al mondo del lavoro e situazioni di mobbing per i lavoratori con sovrappeso e obesità;
  • presenza nei media di raffigurazioni negative, offensive e  lesive della salute e dell’immagine della persona con sovrappeso e obesità.

La letteratura scientifica ha evidenziato come, a causa di questi atteggiamenti, le persone con obesità siano a rischio di subire penalizzazioni e vere e proprie discriminazioni in domini importanti della vita come il lavoro, l’istruzione, le relazioni interpersonali, il tempo libero e l’assistenza sanitaria. Diversi studi suggeriscono come la stigmatizzazione basata sul peso possa essere un fattore importante per l’insorgenza di numerose conseguenze come aumento di depressione, ansia, difficoltà nella progettualità, nella vita sociale, affettiva e sentimentale, nelle relazioni e nelle amicizie.
Come professionisti della salute abbiamo il dovere di conoscere questi aspetti nella gestione del paziente con obesità e di identificare quali atteggiamenti personali e professionali possono influenzare la qualità di cura offerta.

Partendo da piccoli passi è possibile sensibilizzare sempre di più la società a cambiare i propri pregiudizi e atteggiamenti stigmatizzanti.
Ogni figura medica che lavora o può entrare in contatto con il paziente obeso dovrebbe tenere conto di alcuni punti per migliorare la relazione e qualità della cura e io, nel mio piccolo cerco, di farlo in studio tutti i giorni:

  • mettere in discussione le proprie assunzioni e modo di comunicare
  • mostrare empatia verso il paziente
  • nella valutazione medica, considerare anche le disabilità fisiche e sociali del paziente
  • non avere un atteggiamento giudicante
  • considerare che il paziente può avere avuto precedenti esperienze mediche negative a causa dello stigma sul peso.
  • utilizzare termini che aumentino la motivazione, non termini che provochino emozioni negative e allontanamento
  • attrezzarsi per avere ambienti di cura e strumentazioni adeguate, anche per i pazienti oversize
  • incoraggiare i pazienti a cercare aiuto medico
  • tener presente e diffondere il concetto che l’obesità è una condizione multifattoriale
  • esplorare tutte le cause del problema non soffermandosi solo sul peso.
  • condividere le difficoltà nel cambiare stile di vita
  • enfatizzare un programma di cura e prevenzione che non sia solo centrato sul dimagrimento ma anche sul miglioramento della salute e della qualità di vita
  • lavorare su obiettivi realistici e fare capire al paziente che una modesta perdita di peso può avere un enorme effetto sulla salute

Vorrei terminare questa mia riflessione sul problema dello stigma dell’obesità e favorire così un’aderenza maggiore al percorso terapeutico con una frase di Maya Angelou, poetessa afroamericana e militante dei diritti civili:

“Ho imparato che le persone possono dimenticare ciò che hai detto, le persone possono dimenticare ciò che hai fatto, ma le persone non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire.”